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IL MUSEO
Palazzo Fauzone di Germagnano

Palazzo Fauzone di Germagnano

Il museo sorge nel prestigioso Palazzo Fauzone di Germagnano, nello storico rione di Piazza. Il palazzo, di proprietà della Provincia di Cuneo, è uno dei più notevoli della Piazza Maggiore, a sua volta pregevolissimo spazio del Piemonte dal punto di vista paesaggistico ed architettonico. Tra i più antichi della piazza, e dunque della città, la sua fondazione risale ai primi decenni del Duecento come dimora signorile. Trecentesche sono invece le arcate gotiche (a sesto acuto) dell’ampio porticato, in pietra arenaria, così come i locali al di sotto del sedime della piazza, scavati nel vivo tufo della collina.

Interessante sapere che in epoca medievale e moderna i portici della piazza non avevano interruzioni, ma compivano un giro continuo. All’inizio del secolo XVIII la famiglia Fauzone, una delle più blasonate della città e del Piemonte sabaudo, acquistò diverse sezioni del palazzo e ne unificò la facciata e gli spazi interni. Nacque il palazzo come lo conosciamo oggi, con una facciata barocca “a marmorino”, sobria ed elegante, che si inserisce a perfezione in una piazza di impianto medievale e di radicale, omogenea riscrittura in età barocca; una piazza  che trova nella chiesa della Missione il suo punto focale e nella continua cortina dei portici soprani (culminanti proprio nel palazzo Fauzone) una quinta solenne e severa verso il Cuneese. Il palazzo ebbe un ruolo di primo piano nei due secoli successivi: dimora del sindaco della città Annibale Fauzone, accolse nel 1809 per due giorni il papa Pio VII, in transito verso Savona, prigioniero di Napoleone. A fine Ottocento ospitò gli uffici della Sottoprefettura di Mondovì.

Restaurato sotto la guida della Sovrintendenza ai beni artistici del Piemonte, il palazzo rivela ambienti storici di assoluto pregio, in particolare al primo piano. I soffitti lignei settecenteschi decorati sono stati completamente recuperati; così la complessa decorazione a stucco ed affresco dei soffitti, che mostra una curiosa quanto sorprendente sovrapposizione di epoche e stili diversi. Nelle sale verso piazza Maggiore, le decorazioni vanno dalla seconda metà dell’Ottocento ai primi decenni del Novecento. La sala centrale, detta “sala degli stemmi”, porta, appunto, raffigurazioni araldiche connesse ai principali rami dei Fauzone; la penultima sala della manica longitudinale ha una decorazione a grottesche di gusto ancora rinascimentale; l’ultima, probabilmente la più suggestiva del palazzo, ha la volta affrescata con un dipinto di età barocca (il pregevole autore è ancora da identificare) sul tema del mito di Fetonte.

I diversi stili delle sale del palazzo dialogano continuamente con i pezzi ceramici esposti, a volte individuando consonanze, a volte contrasto, agevolate in questo da un allestimento leggero che non intende sovrapporsi allo straordinario contesto ambientale. Altra scelta rimarchevole degli allestitori è stata quella di non isolare dal percorso, ma integrare in esso, il fascinoso paesaggio circostante il palazzo: il catino medioval-barocco della Piazza Maggiore sul lato occidentale e le ondulazioni delle Langhe e delle Valli monregalesi su quello orientale, a perdita d’occhio.

Accanto alla scalinata d’ingresso, una lapide ricorda la visita di Pio VII; sulla parete di fondo dei portici un busto celebra Giovanni Durando (1805-1869), protagonista del Risorgimento italiano, nato in piazza Maggiore.

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